Era una formalità, adesso è diventata una solida realtà. Perché la nazionale femminile di pallavolo il pass per i giochi olimpici l’ha staccato: è bastato battere 3-0 la Cina nell’ultima sfida della week 2 di Nations League per tenere a debita distanza le potenziali rivali in ottica ranking FIVB, col Canada (peraltro prossimo avversario alla ripresa del torneo) distante 70 punti, troppi per poter spedire le azzurre fuori dal novero delle quattro squadre che salteranno sull’ultimo treno per le Olimpiadi. Non che qualcuno nutrisse dubbi al riguardo: si sapeva che ci sarebbe stato un lieto fine in questa insolita primavera “di rincorsa”, ma adesso che anche i numeri danno ragione alle velleità delle ragazze di Velasco tanto vale cominciare a mettere la testa sull’avventura a cinque cerchi.

Velasco può sorridere, ma non tutto funziona ancora bene Tornano i maschi: a Ottawa lo scatto decisivo Le buone nuove: Romanò ritrovato, Russo già decisivo

Velasco può sorridere, ma non tutto funziona ancora bene

Prima di dare la caccia a quella medaglia olimpica sempre sfuggita nelle precedenti 6 edizioni disputate (quattro volte la corse s’è arrestata ai quarti, due volte nella prima fase) c’è però da saldare un altro conto, quello con la VNL. Competizione che l’Italia ha vinto nel 2022, unica volta nella quale è riuscita a salire sul podio nelle 5 edizioni alle quali ha preso parte.

Un proposito che dovrà necessariamente passare per qualche blackout di meno in un percorso che dopo 8 gare ha raccontato di 6 vittorie e due sconfitte, quella netta all’esordio contro la Polonia e quella decisamente evitabile contro il Brasile nella settima giornata. In mezzo, va detto, tante buone cose: l’impatto subito importante avuto da Paola Egonu, subentrata in corsa nella seconda settimana, così come la crescita di un gruppo che ha impiegato poco per ritrovarsi, perché di fatto Velasco sta utilizzando lo stesso sestetto che aveva Mazzanti due anni fa ai mondiali.

Quanto pesa l’assenza di Elena Pietrini lo si è però già intuito a chiare lettere nel finale della gara con le brasiliane, quando la ricezione è andata in tilt (bene avevano fatto precedentemente Sylla e Bosetti) e non c’è stato modo di offrire rinforzi dalla panchina. Un limite che nelle gare che contano rischia di poter essere pagato davvero a caro prezzo.

Tornano i maschi: a Ottawa lo scatto decisivo

Chi la qualificazione a sua volta l’ha già blindata è la nazionale maschile, impegnata in Canada a partire da mercoledì nella seconda settimana di VNL. Gli azzurri di De Giorgi peraltro dopo la week 1 guardano tutti dall’alto verso il basso, forti delle 4 vittorie ottenute in altrettante uscite (pesa tanto il 3-2 sul Brasile nella bolgia del Maracanazinho).

Adesso però l’asticella è destinata ulteriormente ad alzarsi: nella notte fra mercoledì e giovedì (ore 2) la sfida con la Francia sarà già un primo indicatore che dovrà servire per testare la condizione di due delle formazioni che partiranno per Parigi con maggiori ambizioni di medaglia (i transalpini sono campioni in carica, oltre che padroni di casa).

Poi giovedì sera (ore 22,30) la sfida contro gli Stati Uniti, altra superpotenza del volley mondiale. Venerdì alle 17 le insidie arriveranno da Cuba, una delle squadre rivelazioni di questo primo scorcio di VNL, desiderosa di accaparrarsi un pass per i giochi. Domenica poi, sempre alle 17, la sfida contro l’Olanda, che non può permettersi più passi falsi se vuol dare fondo alle ultime velleità di rimonta in ottica Olimpiade.

Le buone nuove: Romanò ritrovato, Russo già decisivo

La nazionale di Fefé è già ad Ottawa, dove nei giorni scorsi ha disputato due test contro i padroni di casa del Canada, imponendosi per 3-0 nel primo (e vincendo anche due set supplementari di allenamento) prima di cedere 3-1 nel secondo, dove la parte del leone l’ha fatta quel Maar visto all’opera a Monza nell’ultima stagione (e con lui anche Loeppky e Szwarc).

Le partite sono servite soprattutto per tenere in ritmo il gruppo azzurro, evitando di farsi travolgere dalla fatica dei tanti trasferimenti del momento. Le buone nuove sin qui sono arrivate da un Romanò ritrovato e tirato a lucido, finalmente liberato dai tanti acciacchi fisici che ne hanno segnato l’intera annata a Piacenza. E il ritorno in pianta stabile di Russo, assente per infortunio al preolimpico, ha mostrato l’importanza del centrale di origini siciliane all’interno dello scacchiere tattico (12 muri nelle prime 4 giornate).

Tutto sin qui ha funzionato secondo le attese e questo alimenta la fiducia di De Giorgi, che al di là dell’appuntamento olimpico spera di poter mettere le mani anche su quella VNL che in passato gli è sempre sfuggita, con i due quarti posti ottenuti nelle ultime due edizioni come migliori piazzamenti (se si considera la “vecchia” World League, l’Italia non vince dal 2000, cioè da 24 anni, dopo aver vinto 8 delle prime 11 edizioni).